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principal investigator: Dr. Francesco Turci years: 2009 Utilizzo delle acque irrigue contaminate da amianto: analisi del rischio correlato alla dispersione, migrazione ed aerodispersione delle fibre. Contesto e razionale. E’ largamente riconosciuto come in aree caratterizzate dalla naturale presenza di serpentiniti asbestifere o interessate dalla presenza di (ex-)miniere di amianto (MABE, Grecia settentrionale; Balangero, Alpi interne occidentali, Italia; Libby, Montana – USA; New Idria, California – USA) la presenza di fibre nelle acque sia ubiquitaria ed elevata, con valori anche superiori a centinaia di milioni di fibre/l.
Il destino e l’utilizzo di tali acque contaminate non può dunque essere trascurato nella valutazione delle fonti di rischio da amianto per la popolazione e i lavoratori. La posizione corrente di molte organizzazioni impegnate nella salvaguardia della salute umana tende a non riconoscere un rischio associato all’ingestione di fibre di amianto presenti nell’acqua potabile. Parte delle acque contaminate da amianto può tuttavia agire da veicolo di distribuzione delle fibre nel territorio, in particolare in relazione all’uso irriguo, creando nuove fonti di areodispersione, cioè nuove sorgenti di rischio. Valutare in modo diretto l’impatto sulla salute umana delle acque ad uso irriguo risulta però difficoltoso a causa della presenza di molteplici fattori confondenti quali, in primis, la vicinanza delle aree in cui ha origine la contaminazione stessa delle acque e dalle quali è causata una contaminazione primaria del comparto aria. E’ dunque importante distinguere i possibili fattori di esposizione correlati all’utilizzo di acque contaminate con amianto dai più generali fattori ambientali a cui è esposta l’intera popolazione di aree interessate dalla presenza di sorgenti naturali di fibre (NOA: naturally occurring asbestos). Nella realtà piemontese, l’ex bacino di coltivazione di crisotilo di Balangero e Corio (Torino), ora sito di bonifica di interesse nazionale ad opera della società RSA s.r.l. di Balangero, rappresenta una nota sorgente di fibre sia per la presenza naturale di serpentiniti asbestifere che di materiali di risulta della passata attività mineraria. In analogia a dati riportati relativamente a realtà similari in California e Grecia, studi preliminari condotti da RSA s.r.l. hanno rilevato la presenza di amianto in fibre nelle acque superficiali e sotterranee corrivate dal bacino idrografico dell’area dell’ex miniera. Parte di tali acque trovano tradizionalmente destinazione nell’utilizzo irriguo per le coltivazioni della piana sottostante, ma il loro effettivo ruolo come fonte di dispersione remota di fibre di amianto non è stato fino ad ora valutato.
Obiettivi: In particolare restano da chiarire: (a) la correlazione fra presenza di fibre nelle acque e la presenza di fibre nei suoli ove le acque regolarmente esondino o siano destinate ad uso irriguo; (b) l’impatto delle attività agricole praticate su suoli contaminati, in particolare della movimentazione del terreno, nel determinare l’areodispersione delle fibre di amianto; (c) il ruolo delle colture come eventuale fattore di contenimento dell’areodispersione.
Metodi: A tale proposito, il presente progetto si prefigge di combinare (a) valutazioni in campo sui contenuti in fibre in terreni storicamente bagnati dalle acque corrivate dal bacino di Balangero e sulla loro distribuzione in profili di suolo, e (b) misure di areodispersione di fibre in condizioni simulate/controllate di vento, umidità, temperatura, da parcelle sperimentali irrigate con acque contaminate a contenuto noto di amianto e interessate dalla simulazione di diverse condizioni correlate all’attività agricola (es. movimentazione terreno, sviluppo di copertura vegetale). La valutazione quantitativa delle fibre nei suoli, nelle acque e nell’aria sarà condotta seguendo appositi protocolli di campionamento, concentrazione e separazione/purificazione delle fibre e conteggi in microscopia elettronica a scansione. Porzioni di suolo saranno sottoposte a processi di omogeneizzazione, campionamento, separazione delle fibre mediante elutriatore, filtrazione della porzione contenente le fibre su filtri di acetato di cellulosa o policarbonato, diafanizzazione, metallizzazione e osservazione dei filtri. Volumi di acqua saranno direttamente filtrati su filtri di acetato di cellulosa e policarbonato e, rimossa la frazione organica mediante trattamento con sodio ipoclorito, saranno osservati al SEM. Volumi d’aria saranno campionati mediante un campionatore automatico portatile operante secondo disposizioni di legge (DM 6/9/94), filtrati su filtri di acetato di cellulosa o policarbonato e osservati al SEM. Il campionamento del particolato aerodisperso sarà effettuato su parcelle di suolo di 1 m2, isolate dall’ambiente circostante e sottoposte ad una movimentazione controllata dell’aria. Le parcelle saranno oggetto di movimentazione del terreno simulante la fasi di lavorazione del terreno che più comportano sollevamento di polveri (es. erpicatura) e di coltura di specie erbacee volte a produrre diversi livelli di copertura del suolo. Risultati attesi: La ricerca produrrà risultati relativi (a) al contenuto e alla distribuzione di fibre nei suoli sotricamente bagnati da acque contaminate con amianto, (b) all’areodispersione di fibre da suoli irrigati con acque contaminate e interessati da attività agricola (modellizzazione su parcelle di terreno). Ricadute per il servizio sanitario regionale: I risultati della presente ricerca daranno indicazioni sulla possibile presenza di significative fonti di rischio amianto per la popolazione e, in particolare, per gli addetti al settore agricolo operanti in aree attigue ad importanti sorgenti naturali di fibre, quale l’ex bacino minerario di Balangero e Corio. Più in generale, daranno informazione sull’impatto dell’utilizzo di acque contenenti amianto sulla dispersione delle fibre nei comparti suolo e aria. Queste conoscenze sono funzionali all’eventuale pianificazione di: (a) reti di prevenzione per la popolazione e i lavoratori interessati e (b) attività di bonifica di acque contaminate. |